Vita Sociale

50 edizioni di PrimaPagina - 5 anni di vita

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"diversamente" in vacanza?

Anche in tempo di tagli e di crisi si è riusciti ad attuare, per il quinto anno consecutivo, il progetto “Vacanze per tutti…anche per noi!” destinato a ragazzi ed adulti con diverse abilità.

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STILLS OF PEACE AND EVERYDAY LIFE

E' il titolo della mostra di artisti italiani e pakistani, promossa dalla Fondazione Aria in collaborazione con il Comune di Atri per il network ARTE in CENTRO. A cura di @Antonio Zimarino, @Franco Speroni, @Lavinia Filippi e @Raffaella Cascella, è stata allestita in una location d’eccezione: la cripta del Museo Capitolare della Cattedrale di Atri. Dall’11 Luglio al 10 Settembre 2014 è possibile ammirare le opere di artisti contemporanei italiani e pakistani che attraverso i linguaggi della fotografi a, della video arte e dell’installazione, si confrontano su temi relazionali, sociali
ed esistenziali. “Le mostre sono un fatto culturale molto importante - ha esordito così Antonio Zimarino - possono davvero aiutare a riconoscere o conoscere qualcosa di signifi cativo del nostro presente se sono in grado di presentarci opere e artisti selezionati attraverso delle motivazioni culturali chiare. #STILLS OF PEACE and Everyday Life vuole proporre al pubblico una ricerca e spingerlo ad incontrare delle possibilità di senso aprendo nuovi e diversi spazi di interesse”. Al visitatore, quindi, viene offerta la possibilità non solo di avere una visione diversa sulla ricerca
attualissima dell’arte in Pakistan ma anche di acquisire nuovi elementi sulle ricerche estetiche di artisti  con temporanei italiani originari dell’area Centro Adriatica come Emanuela Barbi, Massimo Camplone, Sergio Camplone, Mandra Cerrone, Paolo Dell’Elce, Barbara Esposito, Attilio Gavidini, Iacopo Pasqui, Giovanni Sacchetti.

Un incontro originale tra artisti di estrazione culturale diversa (Iffat Almas, Mobeen Ansari, Sajjad Ahmed, Farida Batool, Shalalae Jamil, Lali Khalid, Nadia Khawaja, Naiza Khan, Aroosa Naz, Risham Syed) che concede di riflettere, meditare oltrepassando i pregiudizi, le diversità di culture e di tradizione, afferenti alla condizione umana. Un’occasione di crescita quindi per recuperare nuovi orizzonti di senso e di signifi cato nella ricerca dei valori umani. A tal proposito, Elena Petruzzi, Presidente della Fondazione Aria, ha affermato che l’obiettivo di questa mostra è proprio quello di ampliare gli orizzonti del nostro territorio creando dei collegamenti internazionali che facciano da
ponte per progetti di scambio e confronto in ambito artistico culturale. Capitolare della Cattedrale di Atri, propone opere di artisti contemporanei pakistani ed italiani che attraverso i linguaggi della fotografi a, della video arte e dell’installazione, si confrontano su temi relazionali, sociali ed esistenziali profondi. Viene offerto così uno spaccato
La mostra proseguirà nelle città di Islamabad e a Lahore, in collaborazione con le Ambasciate e altre istituzioni culturali dei due Paesi.

#PrimaPagina, edizione luglio 2014 - di @Clementina Berardocco

MISERICORDIA E AZIONE

Il 9 Giugno è stata una data importante per il mondo del volontariato italiano; ricorreva infatti la festività di San Pietro martire, fondatore dell’associazione dei volontari della Misericordia.

Nel 1244 il celebre predicatore Pietro da Verona costituì la Società della Fede, dedita ad opere di carità; in seguito da quest’ultima nacquero tre compagnie di solidarietà e preghiera: la Società Maggiore di Santa Maria, che si dedicò alla cura degli orfani; la Società dei Laudi di Santa Maria Nuova che si prodigò in opere di pietà e la Società Nuova di Santa Maria, detta poi della Misericordia, che assunse l’impegno caritatevole dell’assistenza ai carcerati e agli infermi.

In concomitanza della festività nazionale, la Misericordia di Teramo, con sede a San Nicolò a Tordino, nel mese di giugno compie 11 anni di servizio di volontariato. Nata nel 2003, la Misericordia è di supporto al sistema sanitario con contatti diretti da parte degli utenti, si occupa di servizi legati alla mobilità del paziente e/o del diversamente abile, non solo sul territorio teramano, ma in tutt’Italia; esempio del loro lavoro è stato dimostrato durante le scorse votazioni amministrative, quando come partner attiva del comune, l’associazione ha accompagnato persone anziane e a mobilità limitata ai rispettivi seggi di voto. In generale, la Misericordia sostiene l’azienda sanitaria locale occupandosi del trasporto di farmaci o di sangue all’ospedale, o ancora di trasferimenti di pazienti a codice bianco e verde.

I trasferimenti e gli interventi vengono eseguiti da infermieri, personale competente che sa come effettuare determinati trasporti, talvolta delicati, e sa come intervenire in caso di incidente o emergenza. Nonostante l’alta professionalità del personale volontario,
per la maggior parte medici e infermieri, la Misericordia di Teramo non si occupa di emergenze di livello più alto, poiché, come specificato dal Governatore della sede il dott. Cerino, è opportuno che codici rossi o gialli siano soccorsi da personale che sappia agire in una situazione difficile, come può essere quella “in strada”; inoltre il paziente in codice rosso ha diritto a tutta la tranquillità e l’affidabilità di cui necessita e questo può trasmetterlo solo una persona che conosce bene il lavoro di pronto intervento. La Misericordia è un’associazione di volontariato che abbraccia confratelli specialisti nel settore sanitario e confratelli impegnati in altre categorie lavorative.
Mossi dall’unico desiderio di aiutare il prossimo come individuo e come fratello di una comunità distinta dalla fede e dall’amore.
Racconta il Governatore che anticamente la veste dei volontari era completamente coprente, l’unica cosa che si lasciava intravedere erano gli occhi, per preservare l’anonimato del soccorritore, che in quel momento diveniva uno qualunque, senza nome e senza stendardo.

Nel corso di 10 anni molte persone sono entrate in questa famiglia; altre l’ hanno purtroppo lasciata,tra le quali la dottoressa Baiocco, o l’industriale Alfiero Barnabei, che è stato il primo governatore della Misericordia di Teramo. Oggi i volontari dell’associazione sono 60 e tutti seguono corsi di aggiornamento di primo soccorso e sono presenti in qualsiasi situazione, dagli eventi pubblici, al soccorso di utenti privati, talvolta prestano servizio nei villaggi turistici per assistere i vacanzieri più anziani o con difficoltà  motorie. “Desideriamo che il paziente si senta accolto, non trattato come un numero” tengono a precisare, “lo facciamo con il cuore” e questo permette a circa 150 utenti al mese di essere assistiti con amore e professionalità.

Attualmente la Misericordia di Teramo è impegnata in un progetto d’assistenza, che realizzerà un complesso di quattro palazzine destinate a divenire una casa di riposo.

 

PrimaPagina edizione Giugno 2014 - di Chiara Santarelli

LA “CACCIA ALLE STREGHE” NON È MAI FINITA !

Il termine  femminicidio, che è un neologismo per la lingua italiana, era già in uso in Inghilterra nel 1801 (femicide) con il significato
di “uccisione di una donna”, senza ulteriori specificazioni. Nel nostro Paese invece questo vocabolo si riferisce a quei casi in cui la femmina soccombe fino alla morte per mano di un maschio con il quale ha avuto o ha, al momento dell’uccisione, una relazione sentimentale o parentale. A mio avviso, in Italia, si dà del fenomeno indicato da tale termine un’interpretazione limitata e settoriale poiché non si considera, a tutto tondo, la complessità delle cause che concorrono alla soppressione della vita delle donne. L’antropologa messicana Marcela Lagarde scrive nel 1997: “Il femminicidio diventa realizzabile per mezzo di norme coercitive, politiche di sfruttamento e modi alienanti di condurre la convivenza, situazioni che, insieme, costituiscono l’oppressione di genere, e la loro realizzazione radicale porta all’eliminazione simbolica e concreta delle donne e al controllo di ciò che le riguarda. Il femminicidio (…) richiede una complicità che accetti vari principi concatenati: l’interpretazione del danno subito dalle donne come se non fosse tale, il tergiversare su cause e motivazioni a ciò correlate e a negarne le conseguenze. Tutto questo viene attuato per far sì che la dannosa violenza contro le donne sfugga alle sanzioni etiche, giuridiche e giudiziarie il ché implica un’ulteriore forma di violenza (…) e lasciare le donne prive della libertà di agire e di opporsi con la parola e senza mezzi per annientare tale violenza.” Nel femminicidio dunque è implicita la coesistenza di molti fattori, di matrice violenta, tesi all’eliminazione  fisica  e psichica delle donne e ciò dimostra, a mio avviso, che non di un neologismo si dovrebbe parlare nel considerare questo termine, ma di un modus operandi tipico del maschio nei confronti della femmina risalente agli inizi dell’epopea umana, il cui reale significato risulta, perciò, fin troppo obsoleto. Nel dizionario DevotoOli alla voce femminicidio si legge: “Qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale, allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento  fisico  o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.” Dunque anche l’infanticidio ai danni della neonatalità femminile, rientra nello sterminio di genere. Questa pratica in uso da sempre, e ancora presente nelle zone di maggior densità demografica del mondo, nasce in ossequio al fatto che le donne sarebbero di peso alla società maschile poiché considerate minori, incapaci, rispetto ai maschi, di esercitare un qualunque mestiere che non sia quello di madre e moglie. Resta inteso, tra l’altro, che un tempo per le femmine, ancorché sottomesse a tutte le esigenze del consorte, dal soddisfacimento dei suoi desideri sessuali, alla cura della casa e all’accudimento dei figli, trovar marito non era cosa facile; la bellezza e una dote consistente potevano agevolare la
collocazione di chi apparteneva al genere minore, da qui l’idea dell’eliminazione delle femmine come rimedio per riequilibrare la forza lavoro nella società.
E’ difficile fare una comparazione tra l’incidenza delle uccisioni di donne nel passato, - tenendo anche conto di fenomeni transitori come fu quello della Caccia alle Streghe -, e il numero di donne uccise oggi, tuttavia salta agli occhi quale sia la ragione per cui, pur tenendo conto del considerevole mutamento della struttura sociale e delle sue regole, non vi è soluzione di continuità nel bisogno che il maschio dimostra nel voler eliminare fisicamente le femmine.
Un tempo esse rappresentavano un peso per la loro presunta inutilità, oggi rappresentano per il maschio la figura da sconfiggere, da superare, da sottomettere proprio sul piano delle capacità tout court, della loro perizia nel mondo del lavoro, dell’autonomia
personale, dell’iniziativa tipica di chi non ha bisogno dell’alter ego maschile per vivere e autogovernarsi. Sigmund Freud soleva dire che “Per la Donna l’anatomia è destino”. Noi sappiamo che anche il padre della psicoanalisi aveva preso un bell’abbaglio e ciò è dimostrato proprio dall’accanimento nel volerci ancora eliminare, pur nel tempo della nostra riscossa.

Primapagina edizione Giugno 2014 - di Milena Milone psicologa

L’ INFIORATA: NON SOLO ARTE

Genzano, Noto, Spello, Torricella Sicura… località del Centro e del Sud della nostra Penisola. Ma qual è il loro denominatore comune? Una vera e propria forma d’arte che affonda le radici in un’antica tradizione: l’Infiorata. Il 21 e il 22 giugno scorsi, aTorricella Sicura si è tenuta la IX edizione dell’Infiorata, legata al Corpus Domini.

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PULIAMO LA NOSTRA SPIAGGIA

La Scuola Media “Pagliaccetti” di Giulianova è stata protagonista dell’iniziativa “PuliAMO la nostra spiaggia” che ha avuto luogo venerdì 21 marzo 2014... Sotto l’attento coordinamento delle professoresse Monaco, Pietrofaccia e Belfiore, gli alunni delle classi 3^ A e 3^C hanno fatto una lezione all’aperto, sull’inquinamento delle spiagge e dei gravi danni che ne conseguono. L’occasione è stata per i ragazzi molto divertente oltre che educativa, tant’è che si sono adoperati, con entusiasmo e volontà, nella raccolta di rifiuti marini abbandonati sulla spiaggia. Il risultato finale è stato di oltre 300 kg di rifiuti raccolti, soprattutto plastica, che il Comune di Giulianova ha successivamente smaltito. Certo un modo diverso quello scelto dalle professoresse per insegnare ai ragazzi che tutti possiamo fare qualcosa per la salvaguardia del mare e dell’ambiente. “PuliAMO la nostra spiaggia” – hanno spiegato ragazzi e docenti - rientra in un progetto più ampio organizzato dalla Surfrider Foundation, un’organizzazione internazionale non-profit che da anni si occupa della salvaguardia dell’ambiente marino, che ha offerto gratuitamente materiale didattico e strumenti di raccolta per oltre 700 iniziative in Europa e nel mondo. Noi abbiamo voluto fare la nostra parte”

TERAMO E L'EMERGENZA GAS

Una Pasqua decisamente “diversa” quella che hanno vissuto i teramani quest’anno.
L’improvvisa quanto inspiegabile (per ora) interruzione nell’erogazione del gas ha costretto 21.000 famiglie a rinunciare al tradizionale pranzo pasquale. Nel pomeriggio del 17 aprile scoppia a Teramo l’emergenza gas. In un primo momento si pensa ad un guasto nella rete di distribuzione, ma subito ci si rende conto che qualcosa non quadra. Comune e Prefettura si allertano per gestire la situazione, ma le società coinvolte, il distributore (2i Rete Gas) e il trasportatore (Gsi spa) si “rimpallano” le responsabilità, dal momento che è difficile stabilire la causa dell’interruzione del fl usso. Si parla di lavori di ordinaria manutenzione su un tratto dell’adduttrice maggiore che avrebbero causato un “generico disservizio”, per ammissione dello stesso Federico Frassi, direttore generale della Società Gasdotti Italia, l’azienda che gestisce il metanodotto su cui si è registrato l’inconveniente, mentre il Sindaco presenta un esposto alla
magistratura per “interruzione di pubblico servizio”. La mancanza di gas, proprio nei giorni delle festività pasquali ha danneggiato pesantemente le attività produttive e di ristorazione senza contare i disagi causati alle famiglie con bambini, anziani o disabili. Così si profi la anche l’esposto di associazioni di consumatori che chiedono il rimborso dei danni. Nei giorni dell’emergenza sono state allestite,dalla protezione civile, due cucine da campo che hanno distribuito centinaia di pasti caldi, sia a Teramo, in largo Madonna delle Grazie, che a Torricella Sicura, l’altro comune più pesantemente colpito dal disagio. Le indagini della magistratura sono tutt’ora in corso.