Economia

ECONOMIA SOMMERSA: QUASI 3,5 MILIONI DI LAVORATORI INVISIBILI

“Come dimostrano i dati presentati quest’oggi dall’Istat – esordisce il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo  – con la crisi economica l’economia sommersa ha subito un forte incremento. In questi ultimi anni molti pensionati al minimo e chi ha perso il lavoro non hanno avuto alternative: per mandare avanti la famiglia hanno dovuto ricorrere a piccoli lavoretti per far quadrare i magri bilanci familiari”. 

L’esercito dei lavoratori in nero presenti nel Paese è stimato attorno ai 3,5  milioni di unità di lavoro. 

“Un vero e proprio esercito di invisibili – prosegue Zabeo – che non paga né tasse né contributi. E’ evidente che chi pratica queste attività irregolari fa concorrenza sleale nei confronti degli operatori economici che operano alla luce del sole  e  non possono o non vogliono evadere”. 

Tuttavia, esistono forti differenze tra Nord e Sud del paese. 

“Nel Mezzogiorno, ad esempio, possiamo affermare che il sommerso costituisce un vero e proprio ammortizzatore sociale. Sia chiaro – conclude Zabeo – nessuno di noi vuole giustificare il lavoro nero spesso legato a doppio filo con forme inaccettabili di sfruttamento, precarietà e mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro. Tuttavia, quando queste forme di irregolarità occupazionale non sono legate  ad attività riconducibili alle organizzazioni criminali o alle fattispecie appena elencate costituiscono, in questi momenti così difficili, un paracadute per molti disoccupati o pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese.”

Centro studi CGIA Mestre

CRESA: LA FATICOSA ( E CONTENUTA) RISALITA DEL PIL ABRUZZESE

Secondo le più recenti stime di Prometeia  il Pil abruzzese ha segnato una variazione positiva (+1 in volume) dopo tre anni di contrazione. Nel rapporto Cresa emerge che nel 2015 l’Abruzzo è tornato  a sperimentare un ritorno alla crescita che appare tuttavia caratterizzata da una minore robustezza. Osservando gli andamenti settoriali della produzione industriale, il numero di comparti in crescita risulta inferiore rispetto al passato: accanto al buon risultato dei mezzi di trasporto e dell’elettronica, si segnalano la positiva dinamica dell’alimentare e il recupero del tessile-abbigliamento.

L’aumento delle vendite all’estero è stato eccezionalmente favorevole solo per gli autoveicoli e per i prodotti elettronici.

La ripresa, inizialmente concentrata nell’industria manifatturiera, ha coinvolto con qualche incertezza il settore delle costruzioni.  Il fatturato delle imprese attive nella ristorazione  e di quelle che operano nel commercio al dettaglio ha fatto registrare timidi miglioramenti.

Ma altre  rilevanti questioni  ancora restano aperte, come la forte disoccupazione che ha visto gravare sui più giovani i costi più pesanti.

Restano alcuni nodi di fondo. Nel 2015 l’obiettivo di evitare i rischi di disimpegno dei fondi 2007-2013 ha accelerato notevolmente il loro impiego. Secondo questa ricerca  l’impatto di questi finanziamenti sulla crescita economica potrà essere rafforzato migliorando la fase di progettazione e con una selezione degli interventi da parte delle autorità centrali e locali che privilegi gli investimenti diretti rispetto ai sussidi alle imprese, di cui da più parti è stata lamentata la scarsa efficacia.

Nel guardare ai prossimi mesi occorrerebbe soffermarsi con attenzione sul ruolo di alcuni importanti interventi che mirino a salvaguardare la fragile struttura demografica della questa regione con un  miglioramento delle politiche  sociali, per il lavoro,  l’istruzione e la salute.

Fonte: CRESA

L’INAIL DA’ 21 MLN PER REINSERIRE I DISABILI

Sono 95 mila euro per il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro, 40 mila euro per l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro e 15 mila euro per la formazione.

Sono questi i limiti delle risorse finanziarie stanziate dall’Inail (21 milioni di euro per il 2016), per ciascun progetto e per le diverse tipologie di intervento per le spese rimborsabili al datore di lavoro.

I destinatari sono i lavoratori, sia subordinati sia autonomi, con disabilità da lavoro tutelati dall’Inail che, a seguito di infortunio o di malattia professionale e delle conseguenti menomazioni o del relativo aggravamento, necessitano di interventi mirati per consentire o agevolare la prosecuzione dell’attività lavorativa.

Le 3 tipologie di intervento previste sono

1) per il superamento e l’abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi di lavoro (interventi edilizi, impiantistici e domotici; dispositivi finalizzati a consentire l’accessibilità e la fruibilità degli ambienti di lavoro);

2) per l’adeguamento e l’adattamento delle postazioni di lavoro (adeguamento di arredi, ausili e dispositivi tecnologici, informatici o di automazione, compresi i comandi speciali e gli adattamenti di veicoli che costituiscono strumento di lavoro);

3) per la formazione (interventi personalizzati di addestramento all’utilizzo delle postazioni di lavoro e delle attrezzature funzionali agli adeguamenti delle postazioni di lavoro realizzati, di formazione e tutoraggio utili ad assicurare lo svolgimento della stessa mansione o la riqualificazione professionale per lo svolgimento di altra mansione).

Il Regolamento disciplina, in fase di prima attuazione, gli interventi finalizzati a dare sostegno alla continuità lavorativa degli assicurati prioritariamente con la stessa mansione ovvero con una mansione diversa rispetto a quella cui erano adibiti precedentemente al verificarsi dell’evento lesivo.

Conc.ni demaniali: l' EU boccia proroga Monti

 

La proroga delle concessioni demaniali concessa dal Governo Monti, che portava la scadenza di queste al 2020 è illegittima.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea con una sentenza emessa in data odierna. La notizia arriva dal segretario regionale di Federbalneari Abruzzo Attilio Morgan Di Concetto che in una nota scrive: “E’ stata emessa in data odierna la sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito alla proroga delle concessioni demaniali concessa dal Governo Monti, che portava la scadenza di queste al 2020, come ampiamente previsto, la Corte, ha ritenuto illegittima la norma, riportando la scadenza dei titoli concessori alla precedente proroga del 31 dicembre 2015. Federbalneari Abruzzo, prevedendo questo scenario, ha da sempre consigliato ai propri aderenti di fare istanza di rinnovo del proprio titolo concessorio a seguito del diritto di ammortamento degli investimenti effettuati e  previsti entro il 31 dicembre 2015, ovvero in corso di validità e, a seguito di dette richieste, alcuni Comuni lungimiranti e attenti alle norme vigenti, hanno emesso nuovi titoli concessori che scadranno tra venti anni e che in nessun caso saranno revocati da detta sentenza.  

Tutti quegli operatori che hanno presentato le domande di concessione ventennale, accompagnando la richiesta con un piano di investimento, non saranno toccati dalla decisione della Corte Europea.

Infatti  l’articolo 18 del codice della navigazione e la  legge finanziaria 296/2006 già prevedevano e disciplinavano una procedura per il conferimento di concessioni demaniali marittime caratterizzate da elementi di competitività in base ad un piano di investimenti, in linea con quanto previsto dalle direttive europee.  

Quando abbiamo fatto le richieste il nostro titolo  era ancora in corso di validità secondo la proroga concordata con Bruxelles.

Inoltre se qualcuno decidesse che le nostre concessioni devono passare attraverso una procedura di evidenza pubblica, dovrà prima rimborsare gli investimenti fatti e garantire quelli futuri presenti nel piano di investimenti. 

Questo dimostra che l’attività di rappresentanza aziendale di Federbalneari è stata e continua ad essere tesa a tutelare in maniera attenta e concreta gli interessi dei propri associati, senza derive sindacalistiche sterili e rumorose.

 

Ora attendiamo con fiducia l’emendamento al decreto Enti Locali che il Governo presenterà mercoledì prossimo.

La nuova legge quadro di riordino dovrà  tendere alla tutela delle imprese italiane del comparto balneare, un vero e proprio Made in Italy del settore turistico.

Federbalneari  prosegue il proprio impegno al fianco degli associati e di chi vorrà esserlo  per istruire le nuove richieste di concessione.

 

 Mirella Lelli  Ufficio Stampa Federbalneari Abruzzo

ALBA ADRIATICA: QUEI 600MILA EURO CHE RISCHIANO DI TORNARE INDIETRO

Ci sono  580mila euro da destinare a progetti per la difesa della costa ma c’è il rischio che il Comune di Alba Adriatica perda i finanziamenti regionali. A lanciare l’alllarme che suona come una diffida aperta all’amministrazione comunale e all’ente locale nell’organizzazione degli uffici è Albatour, che preannuncia ricorso alla magistratura per danni e lucro cessante nel caso in cui le risorse tornassero indietro lasciando indifesa la costa nord albense. “All’indomani della mareggiata dello scorso giugno in cui per l’ennesima volta la costa nord di Alba Adriatica ha subito danni e con essa le strutture, l’assessore regionale Dino Pepe e l’ingegner Carlo Visca delle Opere Marittime regionali assunsero l’impegno di un tavolo tecnico d’urgenza – spiega il presidente di Albatour, Giancarla Stipa. Quel tavolo c’è stato ed attende ancora una risposta da parte del Comune circa le progettazioni da fare e le soluzioni da adottare. Il Comune lo avrebbe dovuto fare in due giorni mentre invece è trascorso quasi un mese. Ebbene, gli indirizzi di Pepe e Visca sembrano essere stati finora disattesi ed inascoltati da parte del Comune che non ha né predisposto il progetto per il ripascimento né altri per difendere la costa. Abbiamo avuto noi contatti con la Regione dove ci hanno detto chiaramente che il Comune non ha presentato progetti e se non lo farà perderà i finanziamenti. Il ripascimento per 80mila euro poteva iniziare subito vista la procedura d’urgenza che fa saltare i passaggi mentre invece nulla è stato inviato alla Regione. La stessa, poi, ci ha detto di essere disponibile lei stessa a redigere il progetto ma da Alba Adriatica tutto resta immobile e nessun segnale è giunto. Infine ci sono i 500mila euro che la Regione ci ha detto possono essere disponibili per qualsiasi opera necessaria al contenimento del fenomeno erosivo. Anche relativamente a questo il Comune non ha fatto nulla ed i finanziamenti rischiano di essere ritirati. Qualcuno ne risponderà e noi di Albatour ci tuteleremo davanti alla magistratura per chiedere il conto ai presunti responsabili. All’amministrazione abbiamo anche detto di essere disposti noi a trovare tecnici esperti, a redigere i progetti fra cui le reef ball per la protezione della costa e il rafforzo degli argini del torrente Vibrata di cui con il nostro esperto di idrogeologia abbiamo già discusso.Oggi, mettiamo al corrente l’opinione pubblica della questione e con essa anche la parte politica di Alba Adriatica nonchè quella tecnica-amministrativa che diffidiamo ad assumere impegni immediati, prima che Albatour proceda per le vie legali”.

FONTE: AGEA

INCENTIVI PER FONTI RINNOVABILI: FIRMATO IL DECRETO

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha firmato due giorni fa il Decreto Ministeriale 2016 per l’incentivazione delle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico‎. Il DM mette a disposizione, a regime, oltre 400 milioni di euro all’anno a favore dei nuovi impianti che verranno selezionati nel 2016. Il periodo di incentivazione avrà durata di vent’anni (venticinque per il solare termodinamico): nel complesso verranno investiti nelle energie verdi circa 9 miliardi di euro nel ventennio.

I nuovi incentivi verranno comunque erogati nel rispetto del tetto complessivo di 5,8 miliardi di euro annui previsto per le energie rinnovabili, diverse dal fotovoltaico, oggi in bolletta.

Gli incentivi verranno assegnati attraverso procedure di aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti inferiori a tale soglia dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri. Lo schema di Decreto era stato preventivamente autorizzato dalla Commissione Europea per garantirne la compatibilità con le linee guida sugli aiuti di Stato in materia di energia e ambiente. 

Il Decreto garantisce incentivi specifici per ciascuna fonte. In particolare, alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili. La restante parte è equamente distribuita tra le tecnologie ad alto potenziale, con forti prospettive di sviluppo e penetrazione sui mercati esteri (come il solare termodinamico), e alle fonti biologiche il cui utilizzo è connesso alle potenzialità dell’economia circolare.

http://www.mise.gov.it/

71,6 miliardi di tasse… tutte sull’auto!

Sul  settore dell’automotive (auto, motoveicoli e professional) grava un peso fiscale complessivo di 71,6 miliardi di euro - così certifica l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre -  Una cifra spaventosa che, tanto per dare un’idea, è più che doppia rispetto al gettito versato dalle imprese con l’Irap (30,4 miliardi di euro) e venti volte superiore a quanto hanno pagato fino l’anno scorso i proprietari di prima casa con la Tasi (3,5 miliardi di euro). Due imposte che sono state (Tasi) e continuano  ad essere (Irap) le più odiate dagli italiani.

Con questa analisi l’Ufficio studi della CGIA mette in luce l’eccessivo carico fiscale che grava su oltre 37 milioni di autovetture e 6,8 milioni di motoveicoli circolanti in Italia, arrivando a sostenere che la tassazione su questo settore ha raggiunto livelli non più sopportabili. Si pensi che dal 2009, anno peggiore di questa crisi, il prelievo fiscale è aumentato di 5,3 miliardi di euro (+8 per cento), sebbene ci sia stato un crollo delle vendite e gli italiani, a seguito della difficoltà economica registrata in questo periodo, abbiano circolato di meno. Secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA su dati Anfia (Associazione  nazionale filiera industria automobilistica), quasi l’82 per cento dei 71,6 miliardi di euro  di tasse  prelevate dall’automotive è riconducibile all’utilizzo  del parco circolante,  il 9,5 per cento all’acquisto e l’8,5 per cento alla tassa di possesso. Se analizziamo le singole voci, ci accorgiamo che oltre la metà del gettito  complessivo  prelevato dall’automotive  (pari a 51,7 per cento) è in capo ai carburanti. Tra Iva e accise, nel 2014 (ultimi dati disponibili) abbiamo  versato  all’erario 37 miliardi di euro (+ 23,2 per cento rispetto al 2009). Anche se l’importo è nettamente inferiore alla voce precedente, va segnalato il gettito dell’Iva che grava sulla manutenzione e la riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici che, seppur in calo, è stato di 9,27 miliardi (-9,6 per cento rispetto al 2009). Il bollo auto, invece,   ha garantito alle regioni italiane 6,1 miliardi di euro (dal 2009  + 7,6 per cento), mentre la crisi delle vendite ha fatto scendere a 5,4 miliardi di euro l’Iva incassata dall’erario sugli acquisti di auto e moto.  Allo stesso livello di gettito sono saliti i prelievi che gravano sui parcheggi e le contravvenzioni, mentre  le imposte sull’Rc auto hanno toccato quota 4,2 miliardi di euro (+3,2 per cento dal 2009).  Un vero e  proprio boom, invece, ha interessato i pedaggi autostradali. Nonostante ilforte calo  del traffico autostradale, il gettito fiscale relativo ai pedaggi ha raggiunto  1,8 miliardi di euro (+46,5 per cento rispetto al 2009). E sebbene le Province abbiano chiuso i battenti, l’imposta provinciale di trascrizione è aumentata del 16,1 per cento, toccando la quota di 1,3 miliardi di euro. Le imposte sui lubrificanti, infine, hanno pesato per poco più di 900 milioni di euro e in questi 5 anni sono cresciute del 3,4 per cento.

Cosa ne pensa la CGIA dell’eventuale cancellazione del bollo auto ?

In linea di principio  – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo  - la proposta sembra allettante, anche se dai nostri conteggi questa misura, compensata con l’aumento dell’accisa di 0,16 euro al litro, avvantaggerebbe, in particolar modo, coloro che fanno pochi chilometri e hanno un auto di grossa cilindrata. Mentre chi utilizza il mezzo per motivi professionali – come gli autotrasportatori, i taxisti, gli autonoleggiatori con conducente e gli agenti di commercio  subirebbero un fortissimo danno economico.

Come fare, allora, per ridurre il peso fiscale su auto e moto ?

Abolendo – sostiene il segretario della CGIA Renato Mason - l’imposta provinciale di trascrizione che finisce nelle casse delle Province. Che senso ha onorare un tributo che ci costa oltre un miliardo all’anno  ad un ente che di fatto non esiste più ? E perché mai dobbiamo continuare a pagare ancora le vecchie accise che pesano 0,25 euro su ogni litro di carburante per la guerra in Abissinia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, per il disastro del Vajont del 1963 e per l’alluvione di Firenze del 1966, per il terremoto del Belice del 1968, per il terremoto del Friuli del 1976,  per  quello dell’Irpinia del 1980 fino ad arrivare al rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 ? Alcune di queste non potremmo cancellarle ?

TTIP: IL MISE ISTITUISCE UNA SALA LETTURA PER ACCEDERE A DOCUMENTAZIONE

A partire dal prossimo 30 maggio i Parlamentari e i funzionari governativi potranno prendere visione dei documenti riservati relativi all’Accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership –TTIP) presso laSala lettura istituita al Ministero dello Sviluppo economico.

In considerazione dell’impegno assunto dalla Commissione Europea per garantire la massima trasparenza e diffusione delle posizioni nell’ambito del negoziato in atto tra Unione Europea e Stati Uniti e del ruolo assunto dal Ministero dello Sviluppo economico quale capofila nazionale nella formazione, il Ministro Carlo Calenda ha firmato la Direttiva con la quale viene definita la modalità di accesso alla Sala lettura per la consultazione dei documenti relativi al TTIP con disposizioni organizzative mutuate dalle esperienze sovranazionali e in uso negli altri Paesi interessati.

La Sala lettura, ubicata presso la sede ministeriale di Via Veneto 33 a Roma, sarà aperta dal lunedì al giovedì. Sono previsti due turni al mattino e due al pomeriggio.

COMUNICATO STAMPA 

MI.S.E. 16 maggio 2016