Sport

CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T....

Domenica 22 Aprile si sono disputati a Roma presso il Palasport di Tolfa i CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T.A. Il Club Interamnia di Teramo ha anche questa volta i suoi...

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Gusto

POLPETTE DI PESCE x 4 Persone - 20 min...

1) Bagnate del PANCARRE' con il latte. Tritate cipolla e MERLUZZO scongelato in un robot, poi mescolate al pancarrè strizzato. Aggiustate di sale e...

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Cronaca

TERAMO-OSPEDALE: IN ASCENSORE SOLO CON TEL...

All'ospedale di Teramo la singolare avventura degli utenti con gli ascensori. Chiunque si trovi a dover fruire dell'ospedale di Teramo dovrà accertarsi di avere sempre...

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Vita Sociale

PREVENIRE LA CRIMINALITA' IN BANCA: ...

Sottoscritto in Prefettura,il 3 maggio scorso,  il nuovo Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca. Incrementate le misure di sicurezza passiva presso gli...

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Curiosità

Sulle ali del futuro i bambini imparano ...

Arriva a Teramo l’iniziativa per avvicinare le nuove generazioni agli animali e ai loro ambienti.  Si chiama ‘Le ali del futuro’ ed è l’iniziativa in...

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Salute e Benessere

Ospedale Atri:sarà rinnovato Endocrinologi...

Al via ai lavori di ristrutturazione, all’interno dell’Ospedale di Atri, per realizzare la nuova U.O.C. di Endocrinologia, diretta dal Dr. Bruno...

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Editoriale

TIZIANA MATTIA - EDITORIALE GIUGNO 2012

GIOVANI E LAVOROMa insomma, questo lavoro c'è o non c'è? La domanda non è buttata lì. Ricordate il giovane che alla ministro Fornero (lei in piedi, lui comodamente stravaccato) dichiarava: "Lavorare di notte? Per carità, ho altro da fare", sicuro come molti suoi coetanei che le ore "nere" devono essere dedicate soltanto alla movida? Ebbene si scopre che quel ventenne con la biro in mano (chissà a cosa gli serviva) ha dietro, accanto e avanti a sé una fitta schiera di replicanti, convinti che tutto è loro dovuto. Con pochi sacrifici, un lavoro facile, a pochi metri da casa. E esclusivamente di giorno, naturalmente. Ma la giovane età non può accollarsi interamente le colpe di una puerizia fissata al chiodo dell'incoscienza. Questi adolescenti-prolungati hanno sulle spalle le mani carezzevoli di genitori incapaci di dire "no", di negare paghette (si da per dire) sul genere vitalizio ministeriale, di illudere colpevolmente la prole che la vita è facile, percorsa nei corridoi delle università. Un attento lettore mi ha posto, qualche giorno fa, una domanda: "Meglio tanti laureati a spasso, o pochi ma ben inseriti e soprattutto preparati?". La risposta è talmente ovvia che fa gridare allo scandalo proprio per questo. Chi? I soliti che da troppi anni rubano impuniti il futuro delle ultime generazioni, dopo aver costruito una realtà virtuale fatta di menzogne, e nella quale i giovani sguazzano, certi di essere nel giusto. La nostra Mira Carpineta ha sentito l'assessore provinciale al Lavoro, Eva Guardiani, che ha confermato (non ne avevamo dubbi) i timori dei più realisti: il lavoro c'è, ma il più delle volte richiede sacrificio e rinunce. Di conseguenza, rifiutato. Perché darsi da fare, dopo il diploma, se è molto più comodo (e riposante) iscriversi all'università? E'orgoglio di mamma e papà dichiarare di avere un figlio "studente" piuttosto che "disoccupato". Alla laurea prima, o molto poi, ci si arriverà. Allora, con il titolo di "dottore", potrà mai il "tesoruccio di mamma" fare, che so, la guardia notturna?

TIZIANA MATTIA - EDITORIALE LUGLIO 2012

Mario MontiRicorderemo questa estate per la "grandezza": grande crisi, grande caldo, grande sete, grande protesta, grande incompiuta. Grandezze che, se in matematica indicano un "ente astratto", dalle nostre parti hanno un che di estremamente tangibile. Sulla costa teramana molti turisti, pur di non rinunciare alla settimana di vacanza in hotel, fanno a meno dell'aria condizionata in camera per risparmiare pochi euro giornalieri in più. Trentotto gradi, tra quattro mura, è la temperatura media di questi giorni. Un sacrificio, al limite dell'intervento medico – e in molti casi l'ambulanza è giunta sul serio - sull'altare della tintarella, simbolo inconfutabile che le ferie fuori città persistono. Il Ruzzo ha "sete". Una sete grande, e non è soltanto quella della urlata emergenza idrica. I rimpalli di responsabilità, da destra a sinistra, hanno un che di grottesco. Mentre i tubi arcaicamente memori di tempi che furono, continuano a "perdersi". Di manutenzione non si parla, di poltrone sì. Protesta Catarra (non da solo) per il prossimo accorpamento della Provincia di Teramo a L'Aquila, confidando in facebook e nei suoi accoliti. In attesa di scoprire i risultati di riforme tipicamente italiane, citiamo Plutarco: "Nessun popolo pieno di debiti è un popolo forte". La frase dello storico greco è stata tirata in ballo dal presidente della Regione, Chiodi, intervenuto a una conferenza su "Economia del mondo, economia d'Abruzzo e parità di genere". Il Governatore ha parlato di "errata gestione delle risorse in passato, che hanno portato la regione a indebitarsi e collassare". Indispensabili i tagli, ha sottolineato Chiodi. Siamo tutti d'accordo, ci mancherebbe. A cominciare proprio dall'ente Regione, magari. Dove i dipendenti sono più assiepati che gli indiani lungo le rive del Gange, per le abluzioni di rito. E le spese annue incidono per 168 miliardi di euro contro gli 11 miliardi delle "povere" Province. La grande incompiuta di questa estate è l'inchiesta lasciata a metà da Nicola Trifuoggi, "nemico giurato" di Ottaviano Del Turco. Va in pensione il procuratore capo che ha messo sotto processo una giunta regionale, decapitata nel 2008, e due Comuni, Pescara e Montesilvano. Si arrende al passare del tempo, lasciando dietro di sé una serie di domande alle quali, finora, la giustizia non ha dato risposte definitive. Passando la "palla" al successore, Trifuoggi ci lascia nella suspense. Come i migliori giallisti inglesi. I colpevoli saranno puniti? Restiamo in attesa. Soprattutto Del Turco, di quella – ricordate? – "valanga di prove schiaccianti".

TIZIANA MATTIA - EDITORIALE AGOSTO 2012

Teramo PAROLE AL VENTODI MALE IN PEGGIO

Già detto che l'estate l'avremmo ricordata per "grandezza" (crisi, caldo e non solo). Passerà alla memoria degli abruzzesi, crediamo, anche per la supponenza. Deliri di onnipotenza (dettati dalle temperature altissime?), che hanno invaso giornali e tv. Con frasi celebri "ad effetto". A ferragosto ha dato una scrollata all'estate l'uscita del presidente della Regione sui malaugurati effetti del "gasparismo" in Abruzzo. "Il nostro decantato sistema industriale – ha punzecchiato Chiodi – si fondava sull'assistenzialismo dello Stato. Anche l'enorme numero di persone impiegate nella pubblica amministrazione è frutto di una stagione politica in cui non c'era più correlazione fra entrate e spese". Apriti cielo. Ne è seguita una serie di botta & risposta su tutti gli organi di informazione locali. Fino al totale spegnimento del dibattito. Lo diciamo? Fuorviante e alquanto sbagliato, come qualcuno si è premurato di puntualizzare. Ognuno ha detto la sua, come si fa qui che, quanto a chiacchiere, democratici lo siamo a 18 carati. Peccato che, alla fine, tutto resta come prima, senza conclusioni concrete. Come per la battaglia persa (ma speriamo di no) per il salvataggio in extremis della provincia di Teramo. Strattonata di qua e di là. Allargata verso la costa per alcuni, ristretta al centro per altri, cancellata del tutto per qualcuno. Divertenti le dichiarazioni di fine estate. Perentorio Rabbuffo (Fli): "L'Abruzzo non è divisibile per due"; tragico Catarra (presidente della Provincia morente): "Una guerra fra territori che indebolirà tutta la regione"; pirandelliano Mascitelli (Idv): "In Abruzzo manca una visione unitaria e c'è un gioco delle parti"; mazziniano Tagliente (Pdl) rivolto alla sua parte: "La politica chiama, bussa alla vostra porta ma voi non ci siete"; laburista Mastromauro (sindaco di Giulianova): "La proposta Brucchi è puramente demagogica dal momento che non è attuabile"; conservatore Brucchi (sindaco di Teramo): "Pescara non avrai Teramo". Silente, per ora, Chiodi, impegnato a decidere sul suo futuro. A chi gli chiede se si ricandiderà, sorvola, lasciandoci nel dubbio. Intanto, a noi che paghiamo le tasse aumentano la benzina e diminuiscono lo stipendio. Ma importa qualcosa? Non spingete, per favore. Per rispondere, non c'è fretta. Grazie.

RIAPRIAMO IL CANTIERE EUROPA...

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CORONA: IL GUADO DI CARAPOLLO E LA CAMPAGN...

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