Sport

CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T....

Domenica 22 Aprile si sono disputati a Roma presso il Palasport di Tolfa i CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T.A. Il Club Interamnia di Teramo ha anche questa volta i suoi...

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Gusto

POLPETTE DI PESCE x 4 Persone - 20 min...

1) Bagnate del PANCARRE' con il latte. Tritate cipolla e MERLUZZO scongelato in un robot, poi mescolate al pancarrè strizzato. Aggiustate di sale e...

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Cronaca

TERAMO-OSPEDALE: IN ASCENSORE SOLO CON TEL...

All'ospedale di Teramo la singolare avventura degli utenti con gli ascensori. Chiunque si trovi a dover fruire dell'ospedale di Teramo dovrà accertarsi di avere sempre...

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Vita Sociale

PREVENIRE LA CRIMINALITA' IN BANCA: ...

Sottoscritto in Prefettura,il 3 maggio scorso,  il nuovo Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca. Incrementate le misure di sicurezza passiva presso gli...

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Curiosità

Sulle ali del futuro i bambini imparano ...

Arriva a Teramo l’iniziativa per avvicinare le nuove generazioni agli animali e ai loro ambienti.  Si chiama ‘Le ali del futuro’ ed è l’iniziativa in...

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Salute e Benessere

Ospedale Atri:sarà rinnovato Endocrinologi...

Al via ai lavori di ristrutturazione, all’interno dell’Ospedale di Atri, per realizzare la nuova U.O.C. di Endocrinologia, diretta dal Dr. Bruno...

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Sport

Tutti sugli sci.

tutti sugli sciGrande successo per il “Gran Premio Provinciale di Sci Alpino CSI”, sulle piste di Campo Felice. Organizzato dal Centro Sportivo Italiano e dall’Ufficio di Coordinamento dell’Educazione Fisica e Sportiva di Teramo, l’evento ha visto la partecipazione entusiasta di un centinaio di ragazzi provenienti dalle scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia teramana. I vincitori: Federico Chenchini (Scuola Media Isola del Gran Sasso) nella categoria Cadetti, Silvio Cascioli e Sara Alameddine negli Allievi, Federico Celli e Ludovica Impaloni tra gli Juniores (tutti appartenenti al Liceo Scientifico “Einstein” di Teramo). Per i primi tre classificati di ogni categoria, anche la gioia di accedere alle finali nazionali, in programma ad Alleghe (BL), proprio in questi giorni, dal 12 al 14 marzo prossimi.

DILETTANTISMO O PROFESSIONISMO?

DILETTANTISMO O PROFESSIONISMO?Dilettantismo vero o professionismo mascherato? Questa la domanda ricorrente, da qualche anno a questa parte, negli ambienti calcistici regionali. Società che spendono e spandono per allestire squadre il più possibile competitive; calciatori che, arrivando da categorie superiori, pretendono di essere adeguatamente monetizzati, hanno creato una situazione esplosiva. Impensabile parlare ancora di rimborsi spese, alla luce soprattutto delle cifre impressionanti che sorreggono il calcio dilettantistico abruzzese ma non solo. “Ci sono aspetti del calcio di Eccellenza e Promozione – spiega il presidente regionale della FIGC, Daniele Ortolano – che non vanno bene. Si spende tanto, a volte troppo, per allestire squadre forti, in grado di vincere i campionati. Ciò dipende dalla caduta di società blasonate, ma anche dal comportamento dei calciatori che hanno approfittato di questa situazione. Bisogna puntare di più sui giovani – prosegue Ortolano – c’è chi è in grado di farlo e chi, non avendo tempo né risorse, ricorre ai ragazzi di fuori regione, con un aggravio ulteriore dei costi”. Tra i club di Eccellenza i pareri sull’argomento sono abbastanza concordi. “I costi sono lievitati enormemente negli ultimi anni – dice il presidente del San Nicolò Salvatore Di Giovanni – Molto dipende dagli obiettivi di ogni sodalizio. Chi punta a vincere investe parecchio. Ed è anche normale che i giocatori chiedano adeguati rimborsi spese, considerando che ci si raduna a fine luglio, si svolge la preparazione ad agosto e ci si allena 5-6 volte a settimana. Sta a noi presidenti calmierare la situazione, puntando più sui giovani, anche se così si rischia di costruire squadre non competitive e retrocedere. Nel nostro caso cerchiamo sempre di mantenere un equilibrio, allestendo buone squadre senza spendere tantissimo”. “Per abbattere i costi – propone Vittorio Beccaceci, presidente del Mosciano – si dovrebbe introdurre un obbligo di studio o di lavoro per i calciatori, in modo che questa per loro non sia più la professione principale. A questi livelli il calcio dovrebbe rappresentare soprattutto uno strumento di aggregazione sociale. Per quanto ci riguarda paghiamo solo rimborsi spese. Servirebbe poi il coinvolgimento di più imprenditori, per dare continuità sul medio-lungo periodo”. “Anche a Montesilvano – afferma il presidente adriatico Enzo Di Meo – si parla solo di rimborsi spese, anzi la parola stipendio è abolita dal nostro vocabolario. Noi cerchiamo di organizzarci al meglio, ma con un budget che non supera i 160 mila euro all’anno. Sarebbe importante che i calciatori non pensassero solo ai soldi, ma imparassero a condividere un progetto”. Scendendo in Promozione, gli animi si surriscaldano. “L’abbattimento dei costi è un problema fittizio – attacca il direttore generale della Valle del Gran Sasso, Luciano Di Marco – se contemporaneamente si parla di professionalizzare i campionati. Una stagione non può durare da agosto a maggio. Per un torneo di Promozione si spendono non meno di 200 mila euro, 10 mila per comprare un giocatore. Si deve ridurre il numero delle squadre. Ed è ora di finirla – insiste Di Marco - con le società che in estate promettono mari e monti, e a dicembre sono indietro di 3 stipendi. Anche la presenza dei procuratori incide molto, tanto che una buona metà dei fuori quota arriva da fuori regione”. “Inserire nelle nostre categorie società professionistiche fallite ha portato grandi disagi – il parere di Pasqualino De Patre, segretario del Castelnuovo Vomano – Sarebbe stato meglio inserirle nel CND. Bisogna poi imporre l’uso dei fuoriquota, per invogliare i ragazzi allo sport. Infine è necessario far rispettare il decreto legge per il quale le ASD non possono avere un bilancio superiore ai 250 mila euro. Questi però sono problemi che devono essere affrontati dal presidente Ortolano, piuttosto che dalle singole società”. Della serie: ad ognuno i propri compiti. Ma sarà poi vero così? Ai nostri lettori l’ardua sentenza…

Nato due volte: Vincenzo Diodati.

diodati vincenzoQuando il Teramo andava in trasferta lui, Vincenzo Diodati, cercava subito una chiesa e vi si ritirava per alcuni minuti. Già quando indossava la casacca gloriosa biancorossa, Diodati avvertiva che qualche cosa dentro di lui stava mutando. Era solito ripetere “pregatemi la salute”. Vincenzo Diodati è stato un giocatore di buon livello avendo giocato con Angolana, Lanciano, Teramo, Chieti e Brindisi (con allenatore Luis Vinicio), ma è noto anche perché a fine carriera è diventato a 34 anni sacerdote. Ma aldilà della carriera calcistica, Diodati è balzato agli onori della cronaca proprio nel 1988 a febbraio. Molti ricorderanno il mancato miracolo a Montesilvano. Quel miracolo annunciato dal vice parroco della chiesa di Sant’Antonio, appunto Don Vincenzo Diodati, e da una veggente,Maria Antonietta Fioritti, e che avrebbe dovuto compiersi a mezzogiorno con l’apparizione della Madonna nel sole e a mezzanotte con la comparsa di una scritta nel cielo. Quell’annuncio trasformò Montesilvano in una filiale di Medjugorje, agitando la comunità di credenti (e non solo) e sconvolgendo l’esistenza di molti (basti pensare all’esplosione delle vocazioni religiose). Ne parlò moltissimo anche la stampa nazionale. C’è gente che ricorda l’atmosfera surreale di quel giorno. “Il Centro” allora dipingeva l’atmosfera così: “le signore in ginocchio sul terrazzo condominiale, che recitavano il rosario con lo sguardo rivolto al cielo”, poi le colonne di pullman sulla nazionale, il Colle brulicante di persone ma, soprattutto, le dirette televisive di Telemare che a notte fonda mostravano bambini avvolti nelle coperte e lasciati dormire all’aperto dai loro genitori invasati in attesa dei segni celesti”. Eppure il tanto atteso miracolo non avvenne e don Vincenzo fu “punito” con otto giorni di riflessione. Quando pareva che la storia dovesse essere archiviata, ecco che nel 2007 in provincia di Cosenza se ne sente un’altra di storia. Molto diversa. Purtroppo. Ecco il testo della lettera dell’arcivescovo Mons. Santo Marcianò, dell’ Arcidiocesi di Rossano - Cariati: “Si porta a conoscenza della lettera comunicazione inviata ai fedeli dell’Arcidiocesi, relativamente al caso della sig. ra Giulia Arancino in Capalbo, residente in Corigliano in Contrada Timparello, e del sacerdote don Diodati della Diocesi di Pescara – Penne che vive e stabilmente celebra l’Eucaristia presso un’abitazione privata nel territorio della medesima Arcidiocesi. Si tratta di un caso estremamente delicato per il quale l’Arcivescovo, nell’esercizio della  sua missione pastorale, ha ritenuto necessario assumere gravi provvedimenti nei confronti sia della signora, che del Sacerdote”. I tempi del Teramo calcio sono lontani, quelli del “mancato miracolo” di Montesilvano, anche. Forse allora è meglio ricordare Vincenzo Diodati soltanto come calciatore, come bravo calciatore quando crossava per Pulitelli e faceva sognare; meglio dimenticare, invece, “don” Vincenzo… Ma questa è un’altra storia… 

RIAPRIAMO IL CANTIERE EUROPA...

Le proposte e le azioni del Radicale Paolo Forlì per una vera Unione Europea   Il 12 Aprile a San Benedetto del Tronto si è...

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CORONA: IL GUADO DI CARAPOLLO E LA CAMPAGN...

Lista Civica “OLTRE”: “chi per anni è stato silente in Consiglio sul problema del guado di Carapollo, stranamente se ne ricorda...

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PROEL SPA: SUONI E LUCI DEL FUTURO...

La sfida di un’azienda che non insegue il successo, lo crea. Venerdì 6 aprile 2018, alle ore 12,30 presso la sede di...

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