Sport

CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T....

Domenica 22 Aprile si sono disputati a Roma presso il Palasport di Tolfa i CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T.A. Il Club Interamnia di Teramo ha anche questa volta i suoi...

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Gusto

POLPETTE DI PESCE x 4 Persone - 20 min...

1) Bagnate del PANCARRE' con il latte. Tritate cipolla e MERLUZZO scongelato in un robot, poi mescolate al pancarrè strizzato. Aggiustate di sale e...

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Cronaca

TERAMO-OSPEDALE: IN ASCENSORE SOLO CON TEL...

All'ospedale di Teramo la singolare avventura degli utenti con gli ascensori. Chiunque si trovi a dover fruire dell'ospedale di Teramo dovrà accertarsi di avere sempre...

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Vita Sociale

PREVENIRE LA CRIMINALITA' IN BANCA: ...

Sottoscritto in Prefettura,il 3 maggio scorso,  il nuovo Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca. Incrementate le misure di sicurezza passiva presso gli...

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Curiosità

Sulle ali del futuro i bambini imparano ...

Arriva a Teramo l’iniziativa per avvicinare le nuove generazioni agli animali e ai loro ambienti.  Si chiama ‘Le ali del futuro’ ed è l’iniziativa in...

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Salute e Benessere

Ospedale Atri:sarà rinnovato Endocrinologi...

Al via ai lavori di ristrutturazione, all’interno dell’Ospedale di Atri, per realizzare la nuova U.O.C. di Endocrinologia, diretta dal Dr. Bruno...

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In Evidenza

Perché le donne non votano le donne?

A parole, non sembrano esservi pregiudizi contro le donne in politica. Nei fatti non è così. Cresciute con stereotipi culturali e modelli maschili in certi ruoli, faticano a liberarsene. Una situazione riconducibile a un retaggio storico-culturale che sembra legittimare lo sbilanciamento nella distribuzione del potere tra uomini e donne. In quasi tutti i Paesi dove esistono democrazie a suffragio universale, il numero delle elettrici supera quello degli elettori.
Teoricamente, dunque, se le donne votassero per le donne l'equilibrio della rappresentanza sarebbe assicurato.
Invece, pressoché in ogni elezione - che si tratti di elezioni politiche, regionali, provinciali e comunali, fino al presidente dell'assemblea condominiale - la maggioranza delle donne sceglie di far confluire i propri suffragi su un uomo, cui riconoscono capacità e attitudini nell'esercizio del potere. La barriera con cui le donne si scontrano quando cercano di avvicinarsi alla politica attiva, è forte, fortissima. E quando si tratta di donne le aspettative si amplificano a dismisura, mentre, si sa, il credito dato a un uomo, sembra non richiedere troppe garanzie. Per abbattere quella barriera, non servono tanto delle leggi riparatrici, pur necessarie. Quello che davvero occorrerebbe fare, per un nuovo ordine ed equilibrio nella ripartizione degli spazi deputati all'esercizio del potere e nella partecipazione politica, è di innescare, dal basso, processi culturali capaci di cambiare le donne stesse, "le quali accettando o adattandosi a un modello di vita scelto per loro da altri- sostiene Noemi Sanna (autrice del libro Dieci motivi per cui le donne accettano
di essere dominate dagli uomini) - contribuiscono, di fatto, a mantenere saldi, più o meno consapevolmente, alcuni tra i più potenti meccanismi discriminatori".

PrimaPagina edizione Giugno 2014 - di (Eugenia Tognotti)

RISPOSTE STRATEGICHE ALLA CRISI

I risultati di un’indagine su un campione rappresentativo di imprese manifatturiere evidenziano elementi di resilienza agli effetti della crisi del biennio 2011-2013.
Nel complesso le imprese dichiarano i avere mantenuto sostanzialmente invariati i livelli occupazionali, i prezzi di vendita e lo stock di capitale fisico e umano.
•  Tra le imprese sopravvissute alla fase recessiva, la difesa del potenziale produttivo non si è limitata alle sole risorse fisiche ma ha interessato anche il capitale umano, definito come dotazione di risorse umane qualificate. La riduzione di occupazione dovrebbe aver riguardato soprattutto la forza lavoro meno qualificata.
•  Per contrastare la recessione, le aziende manifatturiere hanno fatto ricorso soprattutto a strategie “interne”, legate all’aumento di qualità e gamma dei prodotti e al contenimento dei costi.
•  Tra le strategie “esterne”, meno utilizzate delle “interne”, prevale il rafforzamento delle politiche di commercializzazione (in Italia e all’estero). Assai meno frequenti sono il ricorso a strategie di insourcing , la partecipazione alle catene globali del valore e l’attivazione di nuove relazioni produttive con altre imprese.
•  La ricerca di una produzione a costi più contenuti ha accomunato soprattutto le imprese dei settori autoveicoli, coke e raffinazione, e altri mezzi di trasporto; alla duplice strategia di differenziazione verticale e orizzontale dei prodotti hanno fatto ricorso in prevalenza le imprese dei comparti dell’elettronica.
•  Il rafforzamento delle pratiche di commercializzazione in Italia e all’estero ha riguardato circa i due terzi delle imprese delle bevande e dell’elettronica-elettromedicale, le aziende della metallurgia e dei macchinari hanno rivolto questo tipo di strategia principalmente all’estero.
•  All’attivazione di nuove relazioni produttive (Joint ventures , consorzi, reti eccetera) hanno invece fatto ricorso in prevalenza imprese appartenenti a settori a elevata intensità di capitale o caratterizzati da gradi molto diversi di integrazione verticale.
•  L’86,6%del campione, infine, ha dichiarato di poter far fronte rapidamente e in misura adeguata a un significativo aumento di domanda nazionale attraverso l’utilizzo della capacità esistente, con valori settoriali che variano dal 71% del coke al 92,6% delle bevande.

Insidie e potenzialità del Web per............... : I NATIVI DIGITALI :

Il Consumo Dei Media Nei Minori: Rischi E Possibilità.

Questo è il titolo del Convegno di studio tenutosi il 22 Maggio 2014, nella nostra città, organizzato dall’ Istituto Comprensivo Savini - San Giuseppe - San Giorgio, in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo, la Fondazione
Cassa di Risparmio e la Provincia di Teramo.


Sono intervenuti il Dirigente Scolastico Dott. Umberto La Rosa, la prof.ssa Cinzia Di Giannatale, il Presidente  CO.RE.COM Italia Dott.Filippo Lucci, il prof. Andrea Sangiovanni della Facoltà di Scienze della Comunicazione UNITE, la psicologa e psicoterapeuta Dott.ssa Moira Di Luigie il giornalista Mediaset Dott.Antonio Pascotto. Moderatrice, la scrittrice Laura De Berardinis. I “nativi digitali” sono i nostri figli che nascono già immersi in un mondo informatizzato dove i media, sia mediante i canali tradizionali che la rete, costituiscono una grande possibilità di crescita ma possono anche rivelarsi fonte di rischio.

Oggi si parla di “Media Education” intesa come un’attività, educativa e didattica, finalizzata a sviluppare nei giovani un’informazione e comprensione critica circa la natura e le categorie dei media, le tecniche da loro impiegate per costruire messaggi e produrre senso, i generi e i linguaggi specifici. Nell’ I.C. promotore dell’evento, grazie al giornalino “L’Astuccio” (di cui la docente Cinzia Di Giannatale è referente ormai da più di dieci anni), diverse generazioni di alunni hanno avuto e hanno ancora oggi la possibilità di “dar voce” al loro mondo, donando spunti di riflessione al lettore. Il Dott. Filippo Lucci ha ricordato come il Comitato Regionale per le Comunicazioni(CO. RE. COM) ha realizzato e realizza progetti, al fine di proteggere bambini e adolescenti dai rischi insiti nell’utilizzo dei differenti media. A tal proposito, il progetto sui minori e il sistema dei media locali “C’era una volta un bosco di antenne” (docenti referenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione UNITE Proff. Gabriele D’Autilia eAndrea Sangiovanni) è stato utile per approfondire l’uso che i più giovani fanno dei mezzi di comunicazione, da Internet ai social network, dai videogiochi al cellulare. La Dott. ssa Moira Di Luigiha sottolineato come le nuove generazioni e non solo, possano andare incontro a dei rischi utilizzando sia i media tradizionali che la rete. I rischi riguardano la sfera dell’emotività.

La dipendenza da Internet, Internet Addiction Disorder(IAD), è un disturbo nel controllo degli impulsi: l’uso eccessivo di Internet porta progressivamente a delle difficoltà soprattutto nell’area relazionale dell’individuo, il quale viene assorbito dalla sua esperienza virtuale, rimanendo “agganciato” alla Rete. Ad esempio, ci possono essere cinque tipi di dipendenza online:  dipendenza cibersessuale, ossia l’utilizzo , il commercio e lo scaricamento di materiale pornografico online; la dipendenza cyberrelazionale con un elevato coinvolgimento in relazioni virtuali che prendono il posto di quelle reali; il net gaming cioè la dipendenza dai giochi in rete (gioco d’azzardo patologico; videogame; shopping compulsivo...); il sovraccarico cognitivo che si manifesta con un comportamento compulsivo diretto alla ricerca e organizzazione di dati sul web; il gioco al computer ovvero giochi non in rete, che coinvolgono il solo individuo e vi è il rischio di tralasciare il proprio lavoro.

Il Dott. Antonio Pascotto, pur ribadendo la presenza di altri rischi come l’uso improprio dei dati o gli abusi sessuali, ritiene che sia necessario che i giovani sviluppino il senso critico per valutare i contenuti dei siti, riconoscere i possibili pericoli e sapere come proteggersi da essi. Il ruolo dell’adulto può essere sintetizzato con una parola: condividere. Esplorare con loro scoperte e potenzialità della rete, “fare insieme” in modo tale che anche di fronte ad informazioni, immagini, filmati non adatti alla loro età, l’adulto possa fungere da filtro interpretativo. La scuola, infine, può individuare le strategie educativo-didattiche più idonee a sensibilizzare minori e adulti sulle opportunità e le problematiche legate al consumo mediatico.

PrimaPagina edizione Giugno 2014 - di Clementina Berardocco

RIAPRIAMO IL CANTIERE EUROPA...

Le proposte e le azioni del Radicale Paolo Forlì per una vera Unione Europea   Il 12 Aprile a San Benedetto del Tronto si è...

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CORONA: IL GUADO DI CARAPOLLO E LA CAMPAGN...

Lista Civica “OLTRE”: “chi per anni è stato silente in Consiglio sul problema del guado di Carapollo, stranamente se ne ricorda...

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PROEL SPA: SUONI E LUCI DEL FUTURO...

La sfida di un’azienda che non insegue il successo, lo crea. Venerdì 6 aprile 2018, alle ore 12,30 presso la sede di...

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