Sport

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Gusto

POLPETTE DI PESCE x 4 Persone - 20 min...

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Cronaca

TERAMO-OSPEDALE: IN ASCENSORE SOLO CON TEL...

All'ospedale di Teramo la singolare avventura degli utenti con gli ascensori. Chiunque si trovi a dover fruire dell'ospedale di Teramo dovrà accertarsi di avere sempre...

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Vita Sociale

PREVENIRE LA CRIMINALITA' IN BANCA: ...

Sottoscritto in Prefettura,il 3 maggio scorso,  il nuovo Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca. Incrementate le misure di sicurezza passiva presso gli...

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Curiosità

Sulle ali del futuro i bambini imparano ...

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Al via ai lavori di ristrutturazione, all’interno dell’Ospedale di Atri, per realizzare la nuova U.O.C. di Endocrinologia, diretta dal Dr. Bruno...

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In Evidenza

CHE FINE HA FATTO IL MASTERPLAN?

Da qualche giorno si legge del nuovo ospedale che dovrebbe sorgere a Teramo, in località Piano D'Accio. In realtà la tenzone sulla localizzazione dell'edificio ha impegnato per diverso tempo i sindaci del capoluogo e di Giulianova, ognuno per il proprio territorio di competenza. Dopo il  tira e molla dei primi tempi la notizia aveva perso visibilità ma in questi giorni si è riproposta, come la peperonata, dando luogo a qualche commento peraltro pertinente.

Fermo restando il concetto che è benvenuto qualsiasi progetto volto ad aumentare le offerte di cure pubbliche,  la prima domanda che sorge spontanea è: che ne sarà del vecchio ospedale se ne sorgerà uno nuovo?

In un momento di scarsa disponibilità economica come l'attuale,  non sarebbe più logico implementare, recuperare, restaurare quello che c'è,  invece di produrre altro cemento?

Se il recupero rappresenta  un costo minore rispetto alla costruzione ex novo, quelle risorse non potrebbero essere destinate all'assunzione di ulteriore personale, al miglioramento dei servizi, alla riduzione delle liste di attesa con il potenziamento di organico e strumenti diagnostici?

Ma poi sorge il dubbio: queste risorse ci sono davvero? Non erano incluse nel famoso MASTERPLAN, vanto e  cavallo di battaglia dell'amministrazione  regionale?

E che ne è di quel mega progetto che doveva portare in Abruzzo tutte le risorse europee disponibili?

A che punto è la realizzazione, quanti fondi sono stati spesi e in che modo? e quanto ancora c'è da fare? e quando si farà?

Beh senza dubbio le domande ci sono, mancano però le risposte. Sembra che il masterplan si sia arenato perchè i fondi dovrebbero arrivare a rimborso, ovvero dopo che la Regione li abbia spesi. Ma se la Regione i soldi da anticipare non li avesse? 

C'è qualcuno che può darci qualche risposta?

grazie.

A PESCOCOSTANZO LO STUDIO DEI PAESAGGI INSTABILI

Il comune di Pescocostanzo ospita dal 10 al 15 giugno 2019 un importante workshop organizzato dal Politecnico di Milano in collaborazione con le Università dell’Aquila e di Chieti su un argomento particolarmente importante per la nostra regione: la fragilità del territorio. “Paesaggi Instabili, esplorazioni del disegno urbano contemporaneo nelle aree interne”, questo il titolo del denso programma.

Il workshop, promosso dal Politecnico di Milano, sede Territoriale di Piacenza, DAStU e il Dipartimento d’Eccellenza Fragilità Territoriali 2018-2022 insieme all’UNICH e UNIVAQ, si aprirà lunedì 10/06 presso auditorium San Nicola, piazza Municipio, Pescocostanzo (AQ) alle ore  10.00,  e  si  concluderà  sabato  15.  L’iniziativa  prevede  nelle  giornate  dall’11  al    14 lectures nella forma di seminari aperti agli iscritti degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, tenute da numerosi profili accademici provenienti da saperi affini alla progettazione urbana.

Avviare una riflessione strategica sulle forme urbane, sul paesaggio, sullo spazio pubblico e quello produttivo nelle aree interne, offrendo ai partecipanti, studenti e professionisti, un osservatorio multidisciplinare e transcalare è l'obiettivo  che porterà a comporre al termine della settimana un documento-manifesto che sappia raccogliere le proposte sulle nuove dimensioni dell’abitare l'Appennino Centrale, a partire dalla specifica area degli Altipiani Maggiori d'Abruzzo. Verranno prese in esame delle aree di studio ricadenti nei comuni di Pescocostanzo e Rivisondoli che meglio rappresentano le componenti identitarie del paesaggio locale.

“L’iniziativa – spiegano i direttori Guya Bertelli, Sara Protasoni e Mario Morrica – chiama in causa diverse discipline indispensabili per affrontare alcune indiscutibili urgenze, quali la sicurezza dei territori, la sostenibilità delle trasformazioni che li investono, la salvaguardia della biodiversità, la difesa del suolo e dell’acqua; ricondotte alla sintesi di uno sguardo paesaggistico che si concentra sugli effetti morfologici, sulle forme e gli spazi delle trasformazioni fisiche. Si tratta di un’esperienza progettuale costruita sulla lettura dei segni fisici e relazionali del paesaggio e sull’ascolto dei soggetti partecipanti, in grado di stimolare gli aspetti cognitivi, espressivi e creativi dello studente che viene messo in contatto con i saperi esperti e i principali attori territoriali.”

I temi di indagine affrontano  la tutela e la valorizzazione dei sistemi urbani minori e dei paesaggi nei territori dell’Appennino Centrale. L’area campione di studio è la regione degli Altopiani Maggiori d’Abruzzo le cui particolari caratteristiche sono causa ed effetto di una fragilità che, nelle aree interne, coinvolge sia la sfera naturale che quella antropica.

Luoghi incerti, nei quali i patrimoni culturali  vengono abbandonati o occupati da interessi frammentati, disorganici, che rompono i cicli virtuosi di lunga durata, con la perdita di significato delle componenti topiche per la comunità. Luoghi spaesati, dove si è persa la complessità delle relazioni tra soggetti e componenti ambientali, e tra gli attori stessi del territorio; dove si manifesta una crisi radicale nei modi di abitare gli spazi ed è difficile indicare sistemi identitari o di appartenenza. Luoghi sotto attacco, con morfologie instabili che evidenziano una forte vulnerabilità ma, allo stesso tempo, un’imprevista capacità di resistenza che richiama la necessità di intervenire con azioni di difesa e di cura.

Il workshop si propone di avviare una riflessione strategica sulle nuove dimensioni urbane, sul paesaggio, sullo spazio pubblico e quello produttivo, offrendo ai partecipanti un osservatorio multidisciplinare

Il workshop è finalizzato a individuare una serie di azioni per la tutela attiva, la valorizzazione e la rigenerazione di quei luoghi a partire da un’accurata descrizione dei processi alla base della loro fragilità.

I direttori responsabili curatori dell’evento sono:

Guya Bertelli,  Sara Protasoni, Mario Morrica (abruzzese) del Politecnico di Milano 

interverranno i relatori:

Francesco Sabatini, Antonio Ciaschi, Lina Calandra, Paola Rizzi, Patrizia Gabellini, Donato Di Ludovico, Matteo di Venosa, Massimo Angrilli, Pasquale Mei, Luigi Latini, Massimo Sargolini, Scira Menoni, Emilia Corradi, Michele Roda, Sara Protasoni, Fabrizio Toppetti, Federico Bilò

 

 

 

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Domenica 7 luglio la S. Messa di Rai 1 in onda dalla Cattedrale di Teramo

Domenica 7 luglio la S. Messa di Rai 1 in onda dalla Cattedrale di Teramo

L'inizio della diretta alle 10:55. Don Giulio Marcone: "un’opportunità preziosa"

 

«È un’opportunità preziosa quella di ospitare le telecamere di Rai 1 in occasione della Messa nel Duomo di Teramo di questa domenica, perché attraverso il Servizio Pubblico, ogni settimana, il Vangelo entra nelle case di circa due milioni di italiani». Così il Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Teramo-Atri, don Giulio Marcone, annuncia la diretta di domenica prossima, 7 luglio 2019, della Celebrazione Eucaristica che sarà presieduta dal Vescovo Lorenzo Leuzzi.

La regia televisiva sarà a cura di Simone Chiappetta, con la storica voce narrante Rai di Orazio Coclite. L’animazione musicale della liturgia sarà affidata al Coro “Santa Cecilia” di Teramo diretto dal Maestro Maurizio Vaccarili, mentre il servizio liturgico verrà prestato dai seminaristi della diocesi aprutina.

Come da consuetudine, precederà la Santa Messa una breve cartolina di presentazione dei principali luoghi d’interesse artistico e storico della città di Teramo, realizzata dalla stessa troupe nelle scorse settimane.

Il collegamento avrà inizio alle 10.55 per terminare alle ore 11.50 e per esigenze televisive è consigliabile, per chi voglia seguire la funzione in chiesa, fare ingresso almeno quindici minuti prima dell’orario d’inizio della diretta. 

Don Giulio Marcone

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