Sport

CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T....

Domenica 22 Aprile si sono disputati a Roma presso il Palasport di Tolfa i CAMPIONATI NAZIONALI DI KICK BOXING I.K.T.A. Il Club Interamnia di Teramo ha anche questa volta i suoi...

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Gusto

POLPETTE DI PESCE x 4 Persone - 20 min...

1) Bagnate del PANCARRE' con il latte. Tritate cipolla e MERLUZZO scongelato in un robot, poi mescolate al pancarrè strizzato. Aggiustate di sale e...

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Cronaca

TERAMO-OSPEDALE: IN ASCENSORE SOLO CON TEL...

All'ospedale di Teramo la singolare avventura degli utenti con gli ascensori. Chiunque si trovi a dover fruire dell'ospedale di Teramo dovrà accertarsi di avere sempre...

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Vita Sociale

PREVENIRE LA CRIMINALITA' IN BANCA: ...

Sottoscritto in Prefettura,il 3 maggio scorso,  il nuovo Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità in banca. Incrementate le misure di sicurezza passiva presso gli...

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Curiosità

Sulle ali del futuro i bambini imparano ...

Arriva a Teramo l’iniziativa per avvicinare le nuove generazioni agli animali e ai loro ambienti.  Si chiama ‘Le ali del futuro’ ed è l’iniziativa in...

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Salute e Benessere

Ospedale Atri:sarà rinnovato Endocrinologi...

Al via ai lavori di ristrutturazione, all’interno dell’Ospedale di Atri, per realizzare la nuova U.O.C. di Endocrinologia, diretta dal Dr. Bruno...

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In Evidenza

LA SUPERFICIALITÀ E' DA “PAGARE”

Per scongiurare incidenti dovuti alla scarsa preparazione

Gli incidenti di montagna sono in aumento. Perché è aumentato il flusso di quelli che desiderano praticare escursioni e arrampicate sia in inverno che in estate,affascinati dalle alte quote. Nella maggior parte dei casi si tratta di superficialità e scarsa preparazione. Infatti, molte tragedie si potrebbero evitare se gli escursionisti e alpinisti facessero più’ attenzione alle indispensabili norme di sicurezza. Spesso però accade che si trovino in difficoltà perché affrontano un sentiero al di sopra delle loro capacità. Quali sono, allora, le precauzioni da adottare per evitare incidenti in montagna? Fondamentale è scegliere l’itinerario, in base alla propria preparazione fisica e tecnica; importante è consultare i bollettini meteo considerando che in montagna le condizioni del tempo possono cambiare in pochi minuti, come ad esempio accade sul Gran Sasso data la particolare vicinanza ai due mari. Abbigliamento ed equipaggiamento devono essere adeguati alla difficoltà e durata dell’escursione. Nello zaino non deve mai mancare l’occorrente per le situazioni di emergenza nella pratica di ogni attività in ambiente naturale innevato: telo termico, lampada frontale, Kit di primo soccorso, telefonino cellulare -Gps- e pala, sonda, Artva (apparecchio di ricerca dei travolti in valanga).
Utile, per il corretto funzionamento degli strumenti elettronici, è il controllo periodico delle batterie e l’utilizzo di tipi ad alta capacità. E’ preferibile non avventurarsi da soli. Consigli a parte, davanti all’impennata di incidenti in montagna, da più fronti si invoca una Legge, perché attualmente non esiste una normativa che disciplini norme di sicurezza specifiche per lo sciatore-alpinista, l’escursionista e più precisamente per gli sport di avventura. A mio avviso, si potrebbe modificare la Legge 363/2003 sulle norme di sicurezza e di prevenzione infortuni per lo sci di discesa e fondo, estendendola anche allo sci alpinismo, all’escursionismo . Così come nell’attuale Legge si stabiliscono precise regole sulle piste di sci, anche nel caso di escursioni e arrampicate in montagna è necessario fissare regole più stringenti. Un valido deterrente per limitare (se non cancellare) le imprudenze in montagna potrebbe essere il far pagare per intero al cittadino le operazioni di salvataggio in montagna. Infatti, le operazioni di soccorso alpino, oltre ad impegnare decine e decine di uomini e mezzi, in Italia sono un costo imputato per intero alla collettività. Per riflettere, basti pensare che un minuto di volo di un elicottero medicalizzato può arrivare a costare anche 200 euro. Cifre inferiori, ma di tutto rispetto, per le operazioni di soccorso con elicottero non medicalizzato o a piedi. In Austria e Slovenia, che dal confine Italiano distano pochi chilometri in linea d’aria, il costo del soccorso è a totale carico del cittadino in emergenza. Così, un escursionista o alpinista ci penserà bene prima di avventurarsi senza la necessaria preparazione e finalmente gli incidenti si dimezzerebbero, si salverebbero tante vite umane e si risparmierebbero così tanti soldi pubblici che, a mio avviso, potrebbero essere utilizzati per l’acquisto di nuove apparecchiature elettromedicali da destinare agli ospedali. Da ultimo, ma non meno importante è da dire che molti di questi signori che vanno in montagna per divertirsi, in caso di incidente, mettono a rischio la vita dei soccorritori oltre naturalmente alla loro. In Italia ci sono regioni dove il soccorso alpino si paga, come in Trentino Alto Adige, Veneto, Val d’Aosta, dove il cittadino in emergenza paga una sorta di ticket per ogni chiamata di soccorso invece del costo dell’intero salvataggio.
E in Abruzzo? La Legge Regionale n.1 del 10.01.2011 stabilisce che il soccorso non sanitario è a pagamento. Tuttavia,
questa Legge, non si sa per quale motivo, ancora non viene applicata. Ma questo fattore non dovrebbe essere motivazione per lasciarsi andare ad atteggiamenti imprudenti e irrazionali, come purtroppo, spesso accade. Durante la mia attività in montagna, mi è capitato spesso di assistere a scene curiose di gente in difficoltà. Ne ricordo una in particolare che merita di essere raccontata perché mi ha fatto capire -una volta per tutte - che le operazioni di Soccorso Alpino, devono essere fatte pagare per intero al cittadino in emergenza: in una bella giornata di sole, ero con un mio amico medico sulla cresta Ovest che dalla cima più elevata del massiccio del Gran Sasso, la vetta occidentale del Corno Grande (2912 m s.l.m.) scende alla Sella del Brecciaio (2506 m s.l.m.) quando, in un punto molto esposto e difficile, incrociamo una coppia. Lei in evidente difficoltà, con una decadenza fisica significativa, piangeva e per paura non voleva andare più avanti né indietro. Ci siamo subito fermati per prestare aiuto , ma la persona che era con lei ci disse: ” Grazie, non abbiamo bisogno di nulla; tra poco - se la mia compagna riprende a salire va bene, sennò chiamo l’elicottero, la viene a prendere e la porta al piazzale dove abbiamo l’auto parcheggiata. Tanto è tutto gratis…così approfittiamo per fare un bel giro e vedere il Gran Sasso dall’alto”. Già, un bel giro panoramico a spese della collettività.

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA dell'AVERE

Parodiando Milan Kundera e interpretando Erich Fromm, si può ottenere una fotografia molto realistica della situazione sociale attuale dell’Italia, nel senso che, per i più, possedere un bene è diventato molto oneroso. Negli anni ‘60/’70 è stato creato il mito dell’automobile, la cui diffusione ha contribuito molto al boom economico, portando l’Italia a essere, di lì a poco, uno dei sette paesi più industrializzati del mondo. Oggi, però, avere un’auto costa molto e parecchi cittadini non possono più permettersela. I costi degli obblighi correlati e dell’ordinaria manutenzione sono elevatissimi anche a causa di alcune lobby che traggono vantaggi cospicui. Si prenda, ad esempio, il ridicolo e non funzionale obbligo delle gomme estive e invernali (il cambio costa minimo 50 euro l’anno), per capire che si stanno facendo solo gli interessi dei produttori di gomme e non quelli del cittadino. Basterebbe obbligare solo l’uso di gomme efficienti: d’altronde la revisione dei veicoli ogni 2 anni, dopo il primo quadriennio, è stata introdotta per questo. Anche le numerose e momentanee accise o imposte di consumo, finalizzate  a particolari eventi, si sono trasformate in permanenti, portando il prezzo dei carburanti a livelli stratosferici. Così pure il costo dei parcheggi spesso è insopportabile: per andare da un ufficio all’altro, come comanda sua santità burocrazia, spesso occorre pagare 3/4 volte lo stesso tempo di sosta: minimo mezz’ora la volta. E il costo della casa? Soprattutto quello di una seconda casa, spesso avuta in eredità, che non si riesce ad affittare o che, legittimamente, si tiene a disposizione. Per una casa disabitata ma con le utenze attivate, per le quali già si paga un minimo pur senza consumi vari, si chiede di pagare la raccolta rifiuti come se vi abitassero due persone (la TARSU era calcolata in base alla superficie e al numero degli occupanti). Come può essere abitata da due persone, se nessuno vi risiede?!
Questa politica dell’accattonaggio continuo ha distrutto il ceto medio, cioè quella parte della popolazione che in periodi di crisi
avrebbe potuto spingere verso i consumi e verso la ripresa, ma la “pesantezza” dell’avere ha letteralmente depresso ogni tentativo
di resistenza alle sopraffazioni del fisco. Esasperato da tutto ciò, purtroppo, il cittadino è reso inoffensivo e sottomesso. Negli USA,
con Obama, si è capito che la classe media non può essere spazzata via come foglie al vento e che va recuperata in toto con provvedimenti finalizzati allo sviluppo e alla ripresa: lavoro, istruzione, casa, pensione e sanità.
Questi i pilastri per il ceto che ha tracciato la vera storia del paese. In Italia occorre fare altrettanto: più coraggio nelle scelte politiche
ed economiche ma anche più iniziative e responsabilità da parte dei singoli cittadini. Per dirla con Fromm: non essere per avere, ma
avere (garantire l’indispensabile) per essere.

M5S E IL DOPO VOTO: tutto da rifare?

L’Italia, i Grillini e il Futuro.

Forse avevano ragione le voci sagge della gente comune che, davanti a chi prevedeva una vittoria schiacciante del MoVimento 5 Stelle alle ultime  elezioni europee, ripeteva il prudente adagio popolare: “piazze piene, urne vuote”. Tant’è. Una cosa è sicura: ci si aspettava quantomeno un risultato alla pari o quasi con Renzi, ma è andata diversamente: molto diversamente. L’amaro in bocca che ne è seguito nei pentastellaƟè comprensibile: del resto è quello che hanno incamerato anche altri parti che hanno ottenuto risultati modesti rispetto a quello che prevedevano e speravano; di certo, stando appunto agli spettacoli di piazza delle sere antecedenti le elezioni, il distacco creatosi tra Renzi e il MoVimento non può che essere considerato sorprendente: facts are facts. Dove e se hanno sbagliato taƫca Grillo e Casaleggio lo lasciamo volenƟeri commentare a chi ne ha voglia: basta e avanza il cicaleccio quotidiano. Ora l’argomento all’ordine del giorno è cosa faranno i tanƟmilitanƟ che hanno creduto nel MoVimento, con passione e sincera dedizione, dedicandosi alla causa senza risparmiare risorse ed energie. Di gente
in gamba il MoVimento 5Stelle non difetta. Magari alcuni stanno ancora “studiando” la poliƟca e come comportarsi di conseguenza non essendo poliƟci di professione, ma è indubbio che persone di valore, preparate, abbiamo imparato a conoscerne, e anche tante. Tutto fa supporre che si divideranno in due schieramenti : il primo che conƟnuerà a credere nella giustezza delle intuizioni del leader storico e dell’ideologo del MoVimento, sostenendo che tuƩo sommato non è che le elezioni europee siano state poi questa gran dèbacle, distribuendo le colpe della disfatta ai soliƟnoƟ: al popolo italiano masochista, ai giornalisti, al governo ladro ecc. Il secondo, farà autoanalisi non necessariamente per transfugare verso altri partiti, ma per riesaminare coscienziosamente l’essenza stessa del MoVimento e porre i rimedi del caso. Se Grillo e Casaleggio hanno avuto l’intuizione geniale di creare e gesƟre questo gruppo, chapeau, onore al merito.
Ma se le loro direttive, le loro strategie di azione hanno causato una sconfitta  che il MoVimento non pensava di meritare, forse è il caso di ripensare il tutto: ricompattare la base utilizzando la parte sana, preparata poliƟcamente, che vuole seriamente un’Italia diversa. La rabbia c’è e tanta: in tuƫgli italiani. Sarebbe una leggerezza pensare che chi ha votato Renzi, Tsipras, la Lega, Scelta Civica, Forza Italia, Ncd siano persone senza pensieri, degli irresponsabili beoƟche vogliono lasciare l’Italia andare a ramengo. Siamo TUTTI preoccupaƟper il futuro che ci aspetta, posto che alla vittoria di Renzi si attende che seguano le riforme per lo più sinora solo annunciate. Ma è di tutta evidenza che sono state le reazioni diverse ai Ɵmori per il futuro ad aver decretato la differenza nel voto. Reimpostare il MoVimento, ripensarlo con altri presupposti, pianificare diverse strategie di azione è il dilemma con cui sarà alle prese il nocciolo duro del MoVimento stesso nei prossimi giorni. Ci permeƫamo solo di osservare che forse, con toni più civili e meno esasperaƟle 5 Stelle possono davvero battersela più che dignitosamente in futuro, con il giusto riconoscimento, anche elettorale, che i tanti bravi militanti,  impegnate appassionati, meritano appieno.

PrimaPagina edizione giugno 2014 - di Mafalda Bruno

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